La questione omerica fra età ellenistica e età moderna
Studiosi che sostengono che l'Odissea sia la prosecuzione dell'Iliade
Grammatici che sostengono che solo l'Iliade sia opera di Omero
Principali interpreti
Egli sosteneva che Iliade e Odissea fossero un insieme frammentario di miti, nei quali non era possibile identificare l'impronta di un autore.
Il grande filosofo napoletano afferma che la poesia omerica non può essere frutto di un solo autore ma che tutto il popolo greco vi abbia contribuito
è considerato il padre della 'questione omerica'.
Da lui derivano le correnti filologiche degli unitari e degli analitici
Nel 1928, Il filologo americano Milman Parry dopo lunghi studi che lo portano anche in Serbia formula una teoria 'innovativa' che determina una svolta negli studi omerici successivi. Secondo Parry l'epica omerica presenta le caratteristiche linguistiche strutturali della narrazione tramandata oralmente. Secondo la teoria di Parry i poemi omerici sono basati su 'formule' cioè si sviluppano intorno a gruppi di parole e a versi che si ripetono identici in passi fra loro diversi. Questo 'stile formulare' consentiva all'aedo d creare e di improvvisare le sue poesie direttamente al cospetto al pubblico, avvalendosi di un repertorio di formule. Non vi era dunque alcun bisogno di ricorrere all'espressione scritta.
-Figlio di una ninfa (?)
-Discendente di Orfeo (?)
-Omero, cantore cieco che erra da una città all'altra (?)
- 1664, d'Aubignac; i canti venivano composti oralmente in diverse epoche. Omero mai esistito.
-Vico. Interpreta i Poemi Omerici come un'opera collettiva del popolo